36° Giornata 2012

150° ANNIVERSARIO DELL’ ILLUMINAZIONE A GAS DI CREMONA

1862 — « Illuminazione a gas. La sera del primo dell’anno la si è voluta solennizzare colla nuova luce. Lo sperimento fatto riuscì a me­raviglia, e Cremona potè salutare il 1862 col nuovo simbolo dei nuovi tempi, coll’omaggio alla scienza, al tornaconto, ed all’industria moderna ».

Così scrissero le cronache cremonesi del tempo.

L’avventura dell’uso del gas nell’illuminazione iniziò con William Murdoch che fu il primo ad utilizzare l’infiammabilità del gas per l’illuminazione. Murdoch lavorava per Matthew Boulton e James Watt nella loro officina di motori a vapore Soho Foundry a Birmingham. Negli anni novanta del XVIII secolo, mentre supervisionava l’uso dei motori a vapore della sua azienda in una miniera di stagno in Cornovaglia, Murdoch iniziò a sperimentare diversi tipi di gas, decidendosi infine per il gas di carbone, in quanto era il più efficace. Dapprima illuminò la sua abitazione a Redruth nel 1792. Nel 1798 utilizzò il gas per illuminare l’edificio della Soho Foundry e nel 1802 illuminò l’esterno per una dimostrazione pubblica di illuminazione a gas: le luci stupirono la popolazione locale.

La prima illuminazione pubblica stradale mediante gas fu realizzata a Pali Mail, a Londra il 28 gennaio 1807. Nel 1812 il Parlamento diede una concessione alla Gas Light and Coke Company, che fu la prima compagnia di gas al mondo.

L’illuminazione a gas si estese progressivamente ad altri paesi. L’uso di lumi a gas nel museo di Rembrandt Peale a Baltimora nel 1816 fu un grande successo. Baltimora fu la prima città statunitense dotata di lampioni a gas, gestiti dalla Peale’s Gas Light Company. Fra le conseguenze economiche dell’illuminazione a gas si ebbe un notevole allungamento dell’orario di lavoro nelle fabbriche. Ciò fu particolarmente importante in Gran Bretagna durante i mesi invernali, quando le notti sono molto lunghe. Le fabbriche potevano persino lavorare ininterrottamente per tutte le 24 ore, con il conseguente aumento della produzione giornaliera. Già nel 1823 numerose città e cittadine britanniche erano illuminate a gas. L’illuminazione a gas costava il 75% in meno rispetto a lampade a olio o candele e questo fattore accelerò molto lo sviluppo e la diffusione. Già nel 1859 l’illuminazione a gas era diffusa in tutta la Gran Bretagna e circa mille stabilimenti erano sorti per far fronte all’esigenza del nuovo combustibile. L’illuminazione più intensa fornita dal gas permetteva di leggere più facilmente e più a lungo. Ciò contribuì a stimolare l’alfabetizzazione e l’apprendimento, accelerando la seconda rivoluzione industriale. In alcune città italiane l’illuminazione a gas fu introdotta verso la fine degli anni trenta del XIX secolo. A Torino nel 1837 si costituì una delle prime società per il gas, che sarà all’origine di Italgas. Nel 1839 viene data una concessione per l’illuminazione a gas di Firenze, a Napoli il primo esperimento era stato tenuto a battesimo nel 1837 e l’anno successivo fu stipulata la concessione. Altre città italiane furono illuminate a gas negli anni 1840, fra cui Milano, con una concessione nel 1843, Roma, solo dopo l’ascesa al soglio pontificio di papa Pio IX (1846), e Palermo, dove i primi 44 fanali vennero accesi nel 1845. (tratto da Wikipedia)

Cremona è stata tra i pri­mi centri italiani a do­tarsi dell’illuminazio­ne a gas, spiega Car­la Almansi. Si tratta di una tra le più gloriose ‘intraprese’ locali del­l’Ottocento. Nel nostro Paese, dove la maggior parte delle città si affida a com­mittenze straniere per strutturare un impian­to serio. Basti pensare a Milano «dove, nel 1844, l’installazione delle lampade a gas viene commissionata ad una società di Lione», continua l’autrice della ricerca. Cremona «dimostra invece di esse­re una città che sa fare da sola»; non ha bisogno dell’espe­rienza estera, progetta e lavora in proprio per sostituire le ormai obsolete lampade ad olio. Nel 1857 si costituisce, «più per nobilitare la città che per guadagno», una società autonoma con partecipazione del Comune, gestita però da un manipolo di privati: un farmacista, Domenico Ugge­ri, un filandiere, Costantino Bertarelli, e un orefice, Gio­vanni Cuarneri. Il progetto va in porto e Cremona risulta «un’eccezione nel panorama generale italiano». Tanto che nel 1888, ancora per iniziativa privata sorge la ‘Socie­tà cremonese di elettricità ‘ che porterà una ulteriore inno­vazione: l’illuminazione ad energia elettrica. Nel 1903 la distribuzione dell’energia elettrica sarà municipalizzata. (testo tratto da Più – La Provincia)

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